Nel caos della vita trovo una tormentata pace nella solitudine dei luoghi e dei paesaggi non frequentati. Le immagini che raccolgo sono testimoni di quella sospensione, con esse esprimo il desiderio di una silenziosa nostalgia di prossimità. P.M.

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Il Gran Tour di Patrizia Mussa tra teatri e spettacolari, scenografiche architetture è un lavoro di rigore e ripensamento. Dal personale inconsueto trattamento dell’immagine scaturisce l’innesco di un processo onirico, la ricerca di una radice, di un’anima, di altri significati. È un’istantanea retinica o corticale, impressa su un velo, a volte liso e bucato, steso su un cartoncino prezioso colorato a mano.[metaslider id=2086]

The Patrizia Mussa Grand Tour between theatres and spectacular, scenographic architecture is a work of rigour and rethinking. From an unusual personal treatment of the images comes the trigger of a dream process, the search for a root, a soul, other meanings. It is a retinal or cortical snapshot, imprinted on a veil, sometimes worn and threadbare, spread on a precious hand-colored cotton paper.

 

Due anni di mostre morabili in sedi prestigiose, (Palazzo Reale a Milano, Villa Zito a Palermo, Hôtel de Galliffet, Istituto Italiano di Cultura di Parigi Basilica Palladiana di Vicenza).

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